[Testo di "Che Me Dice"]
[Intro: Luchè & Ntò]
Ehi, allora, che mi dici?
Eh, niente bello mio
Ci sono certi falliti della vecchia scuola, che ci vogliono dare addosso
Davvero?
Con certi altri scemi
E chi sono?
Che dicono di essere la new school
Però poveretti, mi fa pena, lo sai
Eh, fratè, non si vogliono proprio rassegnare
Non lo vogliono capire che non sono come noi
E che non sono mai riusciti a mettere Napoli sulla mappa
Noi ce l'abbiamo fatta, e nessuno ci ha regalato nulla
[Strofa 1: Luché]
I traumi dell'infanzia
Le volte in cui desideri la morte
Fanno pensare chе la felicità si trovi
Un chilometro più avanti
In una strada piena di traffico di sostanzе
Mal di pancia e ambulanza
Dove la giornata è un conto alla rovescia
Nasce a mezzanotte e finisce la mattina
Una clessidra di cocaina
Dove si vive senza guida e senza fantasia
È la routine, esclusione delle zone in cui non possiamo andare
Ora è troppo l'odio per strada, condannati da un libro
Era assai meglio prima, quando saltavamo dalla gioia
Su materassi abbandonati, fumando filtri
E la birra apparava le ore
Aspettando che la luna diventi sole
E ora sento storie, leggende urbane
Chi spara sotto, sotto due mani
Macchine con novant'anni di carcere all'interno
La voglia e il bisogno di far capire che non sono bugie
Che ogni notte una pistola esplode e un'anima evapora
Con le teste calde, i cuori freddi
Pronti a morire, diventando un mito
[Ritornello: Ntò & Luchè]
Che mi dici? Pericoli, ferite
Che mi dici? Posso essere felice in un ufficio?
Ma quando, andiamo a godercela, ai gran galà, con le scarpe di vernice
Vediamoci più fuori zona, ancora non ci è permesso
Che mi dici? Pericoli, ferite
Che mi dici? Posso essere felice in un ufficio?
Ma quando, andiamo a godercela, ai gran galà, con le scarpe di vernice
Vediamoci più fuori zona, ancora non ci è permesso
[Strofa 2: Ntò]
Ammoniaca con l'oppio nel Moulinex
Il calcare ottura i rubinetti
Audemars Piguet, movimento tourbillon
Eccoli qua, venti biglietti viola
Tentacoli da piovra per risalire il fondale
Vale più di finire in un frontale
Poemi in idioma meridionale
Per gli idioti, i mediocri, ma soprattutto per chi si riconosce nel significato
Ha il fegato pieno di queste [?]
La fedina penale regala stupefacenti alla colonna fecale
Solo faccende personali
Sempre più chiare nel cannocchiale
Si sono unite crew contro di noi
Perché mancano i contenuti
E poi arrancano per fare un affare
Che ci vuoi fare fra, siamo infami
La ricerca del gergo è la ricetta
E ogni concerto è l’incendio
Gabbia di cemento, cardilli ladri di sementi
Raddrizzano avversità
Usciti da qui, stesso indirizzo
Ma tournée in tutte le città
[Ritornello: Ntò & Luchè]
Che mi dici? Pericoli, ferite
Che mi dici? Posso essere felice in un ufficio?
Ma quando, andiamo a godercela, ai gran galà, con le scarpe di vernice
Vediamoci più fuori zona, ancora non ci è permesso
Che mi dici? Pericoli, ferite
Che mi dici? Posso essere felice in un ufficio?
Ma quando, andiamo a godercela, ai gran galà, con le scarpe di vernice
Vediamoci più fuori zona, ancora non ci è permesso
[Outro: Luchè & Ntò]
Oh oh oh, lo sai chi si sono portati via?
Tu lo sai che mi ha lasciato la ragazza?
Eh, e quando mai
E perché?
Dice che le dico troppe parole
Eh, vabbè
Che sono arrogante, che ho un carattere di merda
Fra, ma che ti importa?
Loro sono come i soldi, vanno e vengono