Ivan Graziani
Il topo (Signore delle fogne)
Sono un topaccio dei bassifondi
Mangio di tutto, anche poliuretano
E fu così che andando a caccia
Mi sono ritrovato in una casa signorile

Ma chi l'avrebbe detto
Chi sospettava
Che stavo andando
Proprio incontro al mio destino
Mi hanno incastrato
Intrappolato
Poi mi han buttato
Nella gabbia di un pitone vivo

Lui si è mosso
Appena mi ha visto
Ero proprio io la sua colazione
Lui mi voleva ipnotizzare
Poi l'ho sentito che era pronto ad attaccare

Signore delle fogne, aiutami tu
Perché devo morire, dimmelo tu
Proprio quaggiù?
Coi gatti e con le scope me la cavo, lo sai
Ma un pitone e chi l'ha visto mai?
Io mai!
Lui si dondola un po', arretro
Poi salta dritto su me, mi sposto
Picchia duro la testa sul vetro
Resta stecchito lì, contorto

Con tutta calma l'ho divorato
Non proprio tutto, non sono mica esagerato
E i suoi padroni, che bella festa
Hanno trovato il pitone senza testa
Il pitone senza testa, senza testa

Signore delle fogne, sei grande, lo sai
C'è una logica in tutto
Anche se tu, tu non la vuoi
C'è chi vuol fregare e rimane fregato
Come quel pitone che ho divorato, digerito...