Nerthus Division
Ulfhethnar
Lord Totenkopf:
Le mie foglie vanno giù veloci perdo la pazienza
E catapulto i miei pensieri nei sentieri maledetti di questa foresta
Spesso appaio in sogno nelle stanze dei castelli
E quando è giorno mi addormento sulle rive dei ruscelli

Crolla il mondo, mentre un leviatano sorge assorbo le sue forze
Entro in contatto con la morte e rido forte
Non c'è niente dopo questa vita un fosso tutto nero
Un filo piatto una astinenza del contatto col mondo terreno

Mentre il sole nasce io divento cieco
Sgozzo il feto di una capra e mi concedo al mio concreto
Freddo e gelo nel mio cuore una mandragora mi tiene vivo
E grida al mio cervello di aver visto com'è fatto dio

Ho imparato dalla terra a non impormi
Riflettendo dentro l'acqua delle pozze i miei ricordi
Nel deserto della mezzanotte nacqui, al cinguettio dei tordi
Fu grandine per giorni

Le influenze delle nuvole depredano i miei raggi e i lupi dormono sui sassi
Io non ho mai visto le stelle ho visto solo i lampi
Quando poi mi ritrovai di fronte all'uomo mi fidai
Pagando con l'amore che non vidi mai
La mia spada si è spezzata lungo il viaggio
Il vento gelido del nord trasforma i sogni in incubi di ghiaccio
Quando tornerò sarà la fine di questo teatro
Un grande genocidio programmato per tutto il creato

No! non soffrirò più il freddo della notte
Volerò per le foreste dormirò dentro le grotte
Vendicandomi dei torti con i torti
Salivando sopra i corpi dei nemici morti alimentando i forni

Questi giorni sono gelidi rimorsi di trascorsi
Di in un infanzia trasandata senza aiuti ne soccorsi
Morirò per sempre oggi sono pronto
Ho benedetto questo calice col fuoco e con lacrime del mondo

Madre guardami sparare sulla folla ed esultare
Nella gioia di un massacro colossale adesso sta a guardare
Odio la vita e vivo per odiare
Hanno distrutto tutto quanto non lasciandomi le forze per ricominciare

Quando sarà tardi sarò libero, nel vuoto di un dirupo
Con addosso ancora i segni del tuo stupro
Non combatto perché in fondo è quello che ho sempre voluto
Un grande vuoto dentro ha sempre accompagnato il mio vissuto

Ci fu allora un forte terremoto. Il sole diventò scuro, come panno da lutto, e la luna diventò color sangue. Le stelle del cielo caddero sulla terra, come i fichi acerbi cadono dall'albero quando è colpito da vento impetuoso. La volta celeste si squarciò e si arrotolò, come un foglio di pergamena; tutte le montagne e le isole furono strappate via dal loro posto. I re di tutta la terra, i governanti, i comandanti di eserciti, le persone più ricche e potenti andarono a rifugiarsi nelle caverne e fra le rocce dei monti insieme a tutti gli altri, schiavi e liberi; e dicevano ai monti e alle rocce: 'Cadeteci addosso e nascondeteci, che non ci veda Dio che siede sul trono e non ci colpisca il castigo dell'Agnello, perché questo è ormai il grande giorno della resa dei conti! Chi potrà mai sopravvivere?'